LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI

“SISTEMA OUTLET” e contratti simulati in frode alla Legge

Danni miliardari alla collettività ed alle casse dello Stato


L'affitto di “FINTI RAMI D'AZIENDA” è una malpractice che interessa la più parte dei 1.000 centri e gallerie commerciali che operano sul territorio nazionale, con riflessi dirompenti sulla collettività, e con DANNO MILIARDARIO ALLE CASSE PREVIDENZIALI DELLO STATO rilevato finanche dall'Avvocatura provinciale dell'INPS di Parma e di Brescia.

L'attuale Presidenza del Consiglio si doglia dei tempi delle sentenze;   nutrendo uno stesso sentimento di frustrazione sulla lungaggine di taluni procedimenti, ASSOUTLET si propone come interlocutore per i vari Enti ed Uffici preposti ad accertare gli ILLECITI DI NATURA GIUSLAVORISTICA, FISCALE E PENALE che derivano dall'impiego di CONTRATTI IN FRODE ALLA LEGGE.

La questione è apparentemente semplice;  per sbrogliare la matassa occorre però un coordinamento apicale col coordinamento di Enti ed Uffici preposti ai necessari controlli di tipo giuslavoristico e fiscale.

Una sensibilizzazione ab origine del CONSIGLIO DEL NOTARIATO sarebbe altresì determinante per quanto attiene le obbligatorie verifiche preliminari all'autenticazione dei contratti, ovvero per l'autonoma analisi dei contratti vigenti che più risultino anomali.

Ad essere affittate, sono troppo spesso delle unità immobiliari senza gli impianti ( elettrico – riscaldamento – bagni ), prive delle certificazioni necessarie per l'apertura al pubblico, e del tutto sprovviste di merce, insegna, marchio, magazzino, personale, procedure commerciali, e del knowhow necessario alla vendita di una specifica categoria di prodotti, ovvero di tutti quegli elementi necessari per costituire un'azienda o ramo di essa.

Nonostante tutto ciò, la maggior parte degli OUTLET e dei centri commerciali impone ai propri affittuari la sottoscrizione di contratti d'affitto di “FALSI RAMI D'AZIENDA” al fine di :

  • eludere la normativa sulla “Locazione commerciale” e le tutele che la Legge garantisce agli affittuari ( durata del contratto, diritto di recesso anticipato del contratto da parte del solo affittuario, riconoscimento all'affittuario delle migliorie apportate ai locali, riconoscimento all'affittuario della cd. buona uscita in caso di risoluzione del contratto, etc. );
  • contrabbandare come “bene strumentale” di una ( inesistente ) azienda il complesso immobiliare del centro commerciale al fine di :
    • beneficiare di uno sgravio fiscale del 95% sulla plusvalenza del valore immobiliare ( sic ! ) in caso di sua vendita ( art. 87 TUIR ), vendita che invece sconterebbe tassazione piena se la parte venditrice fosse una società immobiliare, ovvero
    • beneficiare di un diverso trattamento sulla deducibilità IVA, ovvero
    • beneficiare della liquidazione delle imposte in misura fissa anziché variabile, in caso di cessione del complesso immobiliare con operazione di “conferimento di un inesistente ramo d'azienda” in una newco di cui poi si cedano le quote

Il nomen iuris dei contratti di affitto ( di ramo d'azienda ) prescelto ed imposto dai centri commerciali ai propri affittuari, PERO' LI OBBLIGA ALLA CONSERVAZIONE DEI POSTI DI LAVORO AD OGNI PASSAGGIO DEL "RAMO D'AZIENDA", e con ciò il rapporto datoriale ed il TFR dovuto al dipendente dovrebbero proseguire in capo al centro commerciale alla scadenza ( o risoluzione anticipata ) del contratto.

QUESTO PERO' NON ACCADE MAI, perché la maggior parte dei centri commerciali impone ( illegittimamente ) agli affittuari il licenziamento del personale prima della riconsegna del ramo d'azienda ( l'unità immobiliare ), ed impone penali enormi agli affittuari che si rifiutassero di attuare i licenziamenti illegittimi.

DALLA GIRANDOLA DI LICENZIAMENTI ILLECITI che si susseguono nei centri commerciali ( i cambiamenti d'insegna nei centri commerciali sono all'ordine del giorno ), consegue un DANNO DIROMPENTE ALLE CASSE DELL'INPS ( e/o MIF e/o MINLAV dipartimento Politiche Attive ) a cui si rivolgono i lavoratori per ricevere le INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE.

A far le spese del maloperato del “SISTEMA OUTLET” sono i lavoratori licenziati illegittimamente, le aziende conduttrici dei punti vendita spesso obbligate a chiudere prima della scadenza del contratto se non accettano gravosi aumenti dell'affitto, le casse dell'INPS che corrisponderà un'indennità di disoccupazione ai licenziati, ed anche l'Erario in caso di vendita del complesso immobiliare con esenzione fiscale sulle milionarie plusvalenze realizzate fra il costo di costruzione e quello di vendita.

Il danno alla collettività è enorme e diffuso solo a considerare che in Italia vi sono circa MILLE CENTRI COMMERCIALI e che la maggior parte di essi affitta le proprie unità immobiliari con contratti d'affitto di “FALSI RAMI D'AZIENDA”.

Un nostro studio evidenzia che il danno causato all'INPS dai licenziamenti illegittimi occorsi in un noto OUTLET parmigiano possa arrivare - da solo - a 7 MILIONI di Euro.

Tale valutazione ( condivisa dall'Avvocatura dell'INPS di Parma e di Brescia quando si costituirono contro i centri commerciali di Fidenza e Franciacorta ) rapportata ai 1.000 centri commerciali su scala nazionale, determina il DANNO MULTIMILIARDARIO ALLE CASSE DELLO STATO E DELL' INPS che ASSOUTLET denuncia, cui si aggiunge l'elusione fiscale sulle enormi plusvalenze dei complessi immobiliari alla loro vendita.

Nonostante sentenze ed accertamenti svolti a macchia di leopardo abbiano già rilevato dei singoli illeciti, una MANCATA VISIONE D'INSIEME, E L'ASSENZA DI COORDINAMENTO FRA ENTI ED UFFICI COMPETENTI, permettono ai licenziamenti illegittimi di PROSEGUIRE IMPUNEMENTE ANCORA OGGI.

A mero titolo esemplificativo, è ovvio e normale che senza un "COORDINAMENTO APICALE" un Giudice del Lavoro, non si occupi di questioni civilistiche, od un Giudice Civile non si occupi di questioni fiscali, e questo frazionamento di competenze non permette di travolgere l'intero impianto contrattuale illecito.

Dalla gravità e portata dei fatti che ASSOUTLET denuncia, trapela in modo perspicuo l’esigenza di tutelare l’integrità dei posti di lavoro, gravemente minacciati dal contegno di spregiudicati speculatori immobiliari, in una temperie di grave ed endemica contrazione occupazionale con conseguenti pesantissimi cascami anche in ordine al sistema di tutele ed ammortizzatori sociali, ed al sistema imprenditoriale che è linfa di questo Paese.

Nel rivolgersi alle Istituzioni, ASSOUTLET desidera porre tutta la propria conoscenza del mercato a disposizione di coloro che son chiamati nello svolgimento del proprio ruolo a reprimere la diffusa illegalità introdotta nel paese dal “SISTEMA OUTLET”.

Per suo stesso statuto e missione, ASSOUTLET vuole rappresentare - e si fa portavoce nei confronti delle Istituzioni - DI TUTTI QUEGLI IMPRENDITORI E DEI LORO DIPENDENTI che operano nella costrizione dei propri diritti, con grave danno per l'intero Sistema Paese.

Italia, vogliamo essere UNITI PER CRESCERE ASSIEME.